Stefano Volpe scultore


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La critica

... Indubitabilmente a taluno verrà in mente, osservando alcune opere di Stefano Volpe, come il bozzetto in terracotta e legno di cavalcata fatale, rilevi qualche eco lupertiziano e baselitiziano, che sembra poi cedere a malincuore il passo, per così dire, al primo Fontana in apparizione ed in altri contesti plastici, sempre proponenti un suggestivo e promettente connubbio tra due materie "calde" come la terracotta e il legno, provocando ciò che gli esegeti d'un tempo direbbero una singolare sintesi tra la pratica scultorea prediletta dal "terribile" Michelangiolo "per via di levare" e quella più pittorica "per via di mettere" (ma è dualismo superato, ormai).
Conta di più, tuttavia, il valore della luce, come intitola un'opera di complesso progetto; conta dunque nelle sue opere quel che l'elaborazione viene accendendo sulle superifici così e così modellate come valore di luce, come risonanza spaziale e animazione e determinazione delle superfici che modulano i volumi.

Rolando Bellini
Lancenigo, agosto 1992




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